All of me.
E la veritá è che io mi innamoro troppo facilmente..Uno sguardo,un sorriso e subito mi entri dentro e non esci piú. Poi magari quei piccoli gesti non valgono un cazzo e ci rimango inculata.salvamitudaquestamerda (via salvamitudaquestamerda)
Sono i piccoli gesti che fanno la differenza, quelli che ti fanno sorridere anche quando stai piangendo.tired-of-being-here2  (via innamoratodeisuoiocchi)
Li chiamano piccoli gesti. Una parola al momento giusto, una carezza, un sorriso, un gesto gentile.
Ma i gesti discreti e gentili non sono mai piccoli. Sono preziosi e straordinari…
Agostino Degas (via il-colore-del-vento)
Essere sexy è una cosa che parte da dentro, non c’entra l’aspetto fisico.

J-Ax.

Grazie Ax, grazie.

(via trippsonfire)
Sapete la tristezza cos’è?
È vivere in una società dove ovunque ti giri non vedi sorrisi, ma senti bestemmie.
Dove tutti insultano questo Dio e poi si lamentano di non avere niente in cui credere.
E allora con chi ti stai arrabbiando?
La tristezza è che se fumi e ti fai canne sei “figo” e ben voluto da tutti
se invece frequenti l’oratorio, ti stanno alla larga.
La tristezza è che nessuno ha più il coraggio di cantare per strada, ma di far risse in pubblico, quello si.
Se prendi bei voti sei strano, se vieni bocciato sei un grande.
Nessuno più ha il coraggio di dire in cosa crede,
nessuno ha più il coraggio di fare due preghiere.
È triste i fatto che andare a strafarsi il sabato sera in discoteca sia considerato più divertente di una pizza con le amiche,
è triste non sentire più “grazie”, “prego”, e “per favore”, l’educazione dove’è finita?
non vedere più persone che si sbracciano per salutarsi, ma tutti persi nei loro cellulari
tutti presi dai cuori su whatsapp e nessuno dai baci sulla fronte
tutti presi per il culo e nessuno per la mano
troppi sguardi nel vuoto, pochi che osservano,
troppi tablet, pochi libri
troppi “ti amo” volati, pochi “ti voglio bene” sinceri,
questa è la tristezza.
Tutti pronti a morire,
nessuno con un pò di forza per vivere.
toomanyplans. (via toomanyplanes)
Scrissi Summertime Sadness quando morì la mia migliore amica.
Io e Judy alle medie ci detestavamo, lei era la bulla della scuola mentre io la sfigata emarginata.
Ricordo che una volta ci picchiammo ed io tornai a casa con un occhio nero e un labbro spaccato.
In quel periodo stavo prendendo una brutta strada, solo l’orgoglio mi impediva di tagliarmi le vene con le fobici, solo l’orgoglio.
Credevo in un’America inesistente, in quella che guardavo nei film in bianco e nero degli anni sessanta.
Amo gli anni sessanta.
Alle superiori iniziai a fumare erba, solo così riuscivo a sentire qualcosa.
Mi sentivo vuota e inesistente, ma sentivo, solo con la marijuana, sono stata una stupida.
Judy fumava da qualche anno più di me, aveva una famiglia che cadeva a pezzi alle spalle mentre io mi sentivo persa nonostante le regole rigide imposte da mia madre.
Diventammo migliori amiche l’estate del secondo anno di superiori.
La incontrai in una taverna nel bel mezzo del deserto.
Ero in vacanza, ero partita da sola con due uomini più grandi di me di cinque anni, e li incontrai Judy, sola al bancone a bere una birra.
Non so perché quel giorno mi guardò con aria diversa dal solito, vedevo la stima e il rispetto nei suoi occhi, era diversa, forse non era fatta.
Diventammo amiche e insieme ci ripulimmo, lasciammo il giro delle vecchie amicizie e iniziammo a vivere un’avventura tutta nostra.
A volte bevevamo ma non andavamo oltre ne col fumo ne con gli sconosciuti.
Furono gli anni più felici.
Capii che potevo diventare la donna anni degli anni sessanta che imitavo davanti la tv ogni sera, potevo avere la migliore amica del mondo, la più stramba.
Finite le superiori decidemmo di iscriverci insieme all’universtà, lei era una ballerina mentre io cantavo e così decidemmo di mettere su un duo per guadagnare qualche soldo extra.
La gente applaudiva alle nostre performance, gli studi andavano alla grande, avevamo tutto, la libertà, e quando possiedi quella possiedi tutto.
Morì l’estate del terzo anno di college, un incidente d’auto.
Morì con l’uomo della sua vita, lontano da me.
Era luglio, dovevamo andare a un festival del rock, lei sarebbe passata a prendermi col suo ragazzo, poi saremmo andate a prendere il mio.
Quel pomeriggio lei non arrivò.
Tornai a casa per chiamarla, avevo dimenticato il cellulare, e vidi diciannove chiamate perse e tre messaggi.
Judy era morta, il suo corpo era irriconoscibile, la sua bellezza era svanita.
Non penso di aver mai pianto tanto in vita mia, osservai il funerale da lontano, convinta di essere sola di nuovo, sola e incapace.
Smisi di cantare per due anni, all’università non parlavo con nessuno, lasciai gli studi e mi diedi all’alcol.
Ruppi ogni rapporto col mio fidanzato e me ne stetti sola per un po’.
Avevo scritto una poesia in suo onere da leggere al funerale ma non riuscii nemmeno ad avvicinarmi alla bara, non riuscii a guardare negli occhi sua madre disperata.
Quella poesia divenne Summertime Sadness, divenne l’inno della nostra amicizia.
La poesia recitava qualcosa come ‘‘tu sei la mia estate, mi fai sentire viva, come calda si sente la pelle sotto il sole’’, ma decisi di omettere questa parte.
Sono anni ormai che non piango più per la sua morte perché lei non vorrebbe, lei che aveva tentato il suicidio mille volte, lei che si gettava in mare da altezze allucinanti, lei non avrebbe voluto.
Lei era nata per morire, lei non sentiva niente proprio come me, e per quanto avessimo insieme superato ogni tipo di ostacolo, lei non si sentiva viva abbastanza, lei forse quell’incidente lo voleva, forse si è lasciata morire.
Judy sapeva che morendo la nostra amicizia non sarebbe finita, sapeva che sarebbe diventata il sole che riscalda il mio viso d’estate.
Judy era imprevedibile, era troppo persino per se stessa.
Ogni volta che canto Summertime Sadness lei vive, è al mio fianco, io indosso un vestito rosso, mi acconcio i capelli, e vado avanti per la mia strada, lei guiderà il mio cammino, proteggerà la mia vita.
Lana Del Rey. (via 480kmlontanadaltuosorriso)
Alla fine tra giusto e sbagliato scegliete “faccio come mi pare”
Tanto alla gente non starà mai bene un cazzo.
Primate Medio (via primatemedio)
Quella battuta era divertente, ma tu mi stai sul cazzo quindi non riderò.(via nonserveanientefingere)
Il tuo profumo,ad occhi chiusi,tra mille saprei.Alessandra Amoroso (via excusemecanyouhugmeplease)
È la mia insicurezza, che mi fa perdere ogni cosa. Ti giuro sei importante, è un meccanismo di difesa.amoroso. (via pesantecomeunalibellula)
mi basta un piccolo gesto di affetto inatteso, ed io mi sciolgo nel mare.prenditi cura di me (via quantavitainsiemeate)
Perché amo restare a guardarti senza chiederti niente, senza fare rumore.Emma Marrone.  (via quantocostaricominciare)
Non serve essere fighe se nel cervello non hai nulla. Tanto il culo prima o poi cade a tutti.Emma Marrone  (via unoceanodipaure)